Programma gite alpinistiche ed escursionistiche 2017

Le gite potrebbero essere soggette a cambiamenti di itinerario in funzione delle condizioni climatiche e di innevamento.
In caso di maltempo le gite di una giornata saranno rinviate a data da destinarsi.

DOMENICA 22 GENNAIO
1) Sentiero della Valverde. (Rancio, Valverde, Resinelli, Val Calonden, Rancio)

ALTERNATIVE:

2) Cresta della Giumenta
3) Rifugio Elisa – Val Meria (Mandello del Lario)


DOMENICA 19 FEBBRAIO
1) Rifugio Cernello – Laghi di Valgoglio (Gromo)

ALTERNATIVE:
2) Resegone (percorso a secondo del grado di innevamento).
3) Trekking Franciacorta / Monte Isola.


DOMENICA 19 MARZO
1) Rifugio Calvi – Monte Cabianca

ALTERNATIVE:
2) Trekking in Engadina.


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Programma Evergreen 2017

In caso di pioggia o condizioni climatiche non idonee, l’escursione potrà essere modificata o sospesa senza preavviso.
Nella bacheca del C.A.I. di Piazza Manzoni sono esposti gli itinerari del mese in corso. Possono partecipare tutti purchè tesserati al C.A.I.

Con la partecipazione alle escursioni i Soci dichiarano di aver preso visione del regolamento del Gruppo e di accettare le norme in esso contenute.
Il regolamento è visibile sul sito internet www.caioggiono.it o presso la Sede della Sezione del Cai di Oggiono

Il ritrovo di partenza è in via Paolo VI (dietro condomini ex Nomo, parallela via Milano).

Calendario escursioni Evergrin del 2017 in pdf

DATAORALOCALITA' PARTENZAQUOTAMETAQUOTADIFFICOLTA'DISLIVELLOATTREZZATURE RICHIESTE
11 gennaio7:30Sormano730Palanzone e Bollettone1436E706Ramponi e ghette
18 gennaio7:30Maggio797Monte Due Mani1667EE870Ramponi e ghette
25 gennaio7:30Paglio1340Cimone di Margno1800EE460Ramponi e ghette
01 febbraio7:30Moggio890Piani di Artavaggio1900E1010Ramponi e ghette
08 febbraio7:00Balisio738Grigna settentrionale2410EE1672Ramponi , ghette e picozza
15 febbraio7:00Pontresina1774Val Roseg2000E226Ghette
22 febbraio7:30Sormano730San Primo1686EE956Ramponi e ghette
01 marzo7:30Forcella di Olino1148Monte Resegone1875EE727Ramponi e ghette
08 marzo7:30Introbio588Rifugio Grassi1987EE1399Ramponi e ghette
15 marzo7:30Premana Loc. Giabbio766Rif. Casera Vecchia di Varrone1675E909Ramponi e ghette
22 marzo7:00Lierna200San Pietro - Ortanella (alpe di Lierna)1272E772 + 300
29 marzo7:00Carate Urio248Monte Colmegnone1383E1135
05 aprile7:00Chiavenna - chiesa di Loreto352Lagunc' - Dalò1352E1000Possibilità di Via ferrata EEA
12 aprile8:00Valmadrera290Pianezzo rifugio SEV1225E93516 Pasqua
19 aprile7:30Somana390Zucco di Sileggio1368EE1348
26 aprile7:30Indovero780Monte Muggio1799E1019
03 maggio8:00Introbio588Rifugio Buzzoni1580EE1347Passo del Toro 1935 mt.
10 maggio7:00Schignano650Sasso Gordona1410EE760
17 maggio7:00Menarola - Voga1057Bivacco Alpe Forcola1838EE1838Ritorno dall'alpe Cima
24 maggio7:30Colico - Fraz. Villatico350Baitello del lago1698E1348Rifugio Scoggione
31 maggio6:15Aprica - sotto diga Belviso1358Tagliaferri2328EE970
04 giugno7:00Piani Resinelli
30° CAI
GrignettaEPercorso da stabilire con A.G.
07 giugno6:30Menaggio (S.Croce)541Rifugio Venini1700E1159
14 giugno6:30Albosaggia1308Pizzo Mereggio2348EE1040
21 giugno7:00Pesegallo1400Rif. Benigni - P.zo dei 3 Signori2222EE822P.zo 2553 EEA
28 giugno7:00Briotti1050Rifugio Donati2512EE1454
05 luglio6:30Tartano (valle Lunga)1330Laghi del Porcile2100EE770
12 luglio6:15San Martino1061Rif. Allievi - variante passo del Torrone2395EEA1334P.so Torrone 2510 mt.
17 - 18 luglioVercia - La Motta650Rif. Primalpia - 2° giorno P.zo Ligonci3033EEA2383Pernottamento al Primalpia
26 luglio6:30Monte Spluga1909Pizzo Emet3209EEA1300
02 agosto6:00Gualtera (Bondeno)1434Bivacco Chiara e Walter2000EE1226
09 agosto6:30Sils (Svizzera)1800Lago della TSCHEPPA2616EE816
06 settembre6:30Zambla Alta1590Pizzo Arera2512EEA992
13 settembre6:30San Giacomo - Dangri659Capanna Como1790E1131
20 settembre7:00Baiedo615Grignone (Zape - via del nevaio)2410EEA1795
27 settembre7:30Versasio602Periplo del Resegone1530E928
04 ottobre7:00Rocoli Lorla1436Monte Legnone2609EEA1146
11 ottobre7:30Rancio370Coltignone1479EE1280
18 ottobre7:00Olmo1056Pizzaccio2589EE1533
25 ottobre7:30Moggio890Zucco Campelli2159EEA1269
08 novembre7:30Canzo430Val Pesola (Cornizzolo)1240EE810
15 novembre7:30Caslino450Palanzone - monte Preola1436EE986
23 novembre8:00Galbiate370Monte Barro922E552
29 novembre8:00Erve570Magnodeno1240E670
13 dicembrePranzo preNatalizio
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Chiusura EG a Montebarro

MONTE BARRO 18 SETTEMBRE 2016

Ed eccoci già a settembre. Non sembra vero che anche per questa stagione abbiamo già terminato le escursioni.
Cosa ha caratterizzato questo corso di escursionismo giovanile?
Il NUOVO e … lo STORICO (un modo gentile per dire vecchio).
Nuovi luoghi, nuovi incontri, nuove amicizie …
Storici sguardi che non si stancano mai di incontrarsi, storiche gite che non ci si stanca mai di rivivere.
E poi … la festa a Monte Barro; eh sì perché di festa si tratta.
Festa per quelli in cucina che affettano, puliscono, cuociono; il tutto accompagnato da sonore risate.
Festa per chi cammina e sa bene che, nonostante sia l’ultima escursione, in men che non si dica ne inizierà una nuova.
Festa per chi accompagna i ragazzi, che ricorda i loro occhi colmi di curiosità, le loro fatiche svanite una volta giunti alla meta.
Festa per i genitori che, sommersi da mille impegni, non possono condividere l’esperienza con i loro figli e … Monte Barro è un’occasione per riscattarsi.
E quest’anno abbiamo un motivo in più per festeggiare: l’arrivo della nostra nuova compagna di viaggio

logo1ag
Saetta McCAI

che da oggi ha un nome, proposto da Giulia Pozzi e votato dalla stragrande maggioranza di noi.
BRAVA GIULIA!
E BRAVI TUTTI!
Arrivederci a presto!
Claudia

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Tuffi al mare

TUFFI AL MARE

3 settembre 2016
Ci siamo! La tanto sospirata escursione sul litorale ligure con tuffi al mare è arrivata.
Ben 83 coraggiosi si sono dati appuntamento all’alba per la partenza.
Programma: arrivo a Riva Trigoso, zaino in spalla, Punta Manara e spiaggia di Sestri Levante.
sestrilevanteArrivati a Riva Trigoso attraversiamo velocemente questo borgo. Il sentiero ci presenta subito una ripida scala che mette a dura prova le buone intenzioni di tutti i partecipanti.
Il cammino a mezza costa ci permette di godere di una vista panoramica mozzafiato dove il verde/blu del mare contrasta con l’azzurro del cielo.
Si giunge a Punta Manara, promontorio del golfo del Tigulio, dove scorgiamo la “baia del silenzio” di Sestri Levante. SPETTACOLO!!!
Riprendiamo il cammino, incontrando lungo il percorso la quercia da sughero, il leccio e il mirto.
L’arrivo a Sestri prevede una sosta culinaria per il rifornimento: focaccia ligure a go go!
Il tempo di arrivare in spiaggia e, in men che non si dica, mi ritrovo solo: sono tutti in acqua!!!
La giornata scorre veloce, tra bagni, tuffi e focaccia.
Alle 18.00 zaino in spalla, visita al paese con degustazione di un ottimo gelato e poi … partenza per Oggiono.
Anche questa è andata ed ora … manca solo il Monte Barro!
A presto
Carlo

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Notturna al Rifugio SEC – 2016

SABATO 2 LUGLIO – NOTTURNA AL RIFUGIO SEC – MONTE CORNIZZOLO

L’ultima uscita, prima della pausa estiva, del gruppo CAI Alpinismo Giovanile, si è svolta sabto luglio.

Questa volta il raduno non era previsto alla mattina, come di consueto, ma nel tardo pomeriggio: destinazione Cornizzolo per ammirare il cielo notturno.

Abbiamo lasciato le auto nel parcheggio sotto la Campora e ci siamo incamminati sulla strada asfaltata che conduce al rifugio M. Consiglieri.

La salita, nonostante l’afa, è stata piacevole. Giunti a destinazione il cielo ha cominciato a rannuvolarsi e si scorgeva una gronda nera sulla pianura. Mentre cenavamo in allegria nei locali del rifugio nuvole basse hanno nascosto la croce, poi, velocemente come erano venute, hanno lasciato il posto ad uno squarcio di sereno e si sono allontanate, permettendoci di vedere sorgere Giove e le prime stelle.

Che vista mozzafiato! A valle brillavano le luci dei paesi; all’orizzonte il bagliore di un forte temporale lontano; sopra di noi l’affascinante spettacolo del cielo stellato, ben visibile anche grazie al potente telescopio montato sulla terrazza. Quante poche occasioni abbiamo per soffermarci ad ammirare questo meraviglioso e suggestivo spettacolo che la natura ci offre quotidianamente!

Ma la serata ci ha riservato anche altre sorprese. Gli organizzatori avevano predisposto nei locali del rifugio uno schermo per seguire in diretta la partita Italia-Germania, ulteriore occasione per condividere un’emozione insieme.

Terminata la partita, un po’ delusi per il risultato, ci siamo incamminati sulla via del ritorno. La notte era ormai calata e, avvolti nell’oscurità, siamo scesi illuminando la strada con le torce elettriche, in compagnia di simpatici rospi.

Prossimo appuntamento a settembre…tutti al mare…

Laura e Marco
(due genitori)

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Alpe di Siusi

SABATO 24 E DOMENICA 25 GIUGNO 2016 ALPE DI SIUSI – Rif. TIRES – PASSO SELLA

 

La famosa “2 giorni del CAI” finalmente è arrivata. Il filo conduttore di questo weekend è stato lo “STUPORE”.
Al mattino del sabato a Bolzano la visita al museo archeologico per un tuffo nel passato. L’incontro con Otzi, l’uomo venuto dai ghiacci, vissuto nel Neolitico. STUPORE per ciò che 5000 anni fa l’uomo progettava e costruiva senza un briciolo di tecnologia, di cui oggi noi non possiamo fare a meno.
rif-tires-01Nel pomeriggio, già pronti per intraprendere il cammino verso il rifugio Tires, veniamo colti da una potente grandinata e troviamo rifugio in un bar della località Campaccio. Stentiamo a crederci: l’estate dovrebbe regalarci sole, cieli azzurri, caldo ed invece CI SORPRENDE con improvvisi forti temporali che ci lasciano senza parole. Ma, passato il peggio, come dei veri temerari, affrontiamo la salita ed arriviamo al rifugio Tires: di nuovo INCREDULITA’ per l’ordine, il profumo di legno nuovo, altro che rifugio, questo sembra un vero e proprio albergo in alta quota!
La mattina della domenica … cielo sereno … ma, il tempo di prepararci, e di nuovo le nuvole ci accompagnano. Partiamo per il nostro giro e questa volta di STUPORE ce n’è veramente da vendere: le Dolomiti con la loro imponente bellezza la fanno da padrone, il verde dei pascoli offre rifugio ai nostri amici animali, le vallate sembrano dipinte. Nel tragitto ci fanno compagnia le marmotte che sembrano non essere disturbate dalla nostra presenza: in fondo c’è sempre un posto per tutti.
Intanto un timido sole ci permette di raggiungere il rifugio Sandro Pertini, dedicato al nostro “amato” presidente (i giovani non lo sanno, ma ci STUPIVA sempre con la sua simpatia). Ci concediamo una bella sosta per il pranzo, il gioco e, perché no, l’abbronzatura. Poi, in breve tempo, raggiungiamo il passo Sella dove ci aspetta il pullman per il ritorno a casa.
Il viaggio è sempre molto animato: le voci perenni dei bambini che hanno sempre una buona scorta di energia, le risate degli adulti, il classico film del ritorno, la fermata all’autogrill. Quest’anno poi un’esperienza nuova: a Bergamo ci troviamo immersi in un vero e proprio nubifragio. Oltre lo STUPORE per un evento mai visto prima, si aggiunge un po’ di paura: ci fermeremo? Il viaggio proseguirà in un fiume di pioggia? Tranquilli! Marco, il nostro simpatico autista, ci permette di raggiungere casa guidando con prudenza e sicurezza: Bravo!
Eh che dire di questa “2 giorni”?: avventurosa, imprevedibile, bellissima.
La natura, ancora una volta, ci ha offerto un insegnamento importante: non sempre noi uomini possiamo avere il controllo su tutto, a volte dobbiamo solo stare a guardare …..MERAVIGLIATI!!
Appuntamento con le stelle, sabato 2 giungo al Cornizzolo.
Claudia

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Corso Arrampicata 2016

CORSO DI ARRAMPICATA LIBERA 2016

DAL 6 SETTEMBRE AL 23 OTTOBRE

Un’ottima occasione per Iniziare o Migliorarsi :
il CAI Sez. Valmadrera in collaborazione con il CAI Sez. Seregno, organizzano per l’anno 2016 dal 6 Settembre al 23 Ottobre il Corso di Arrampicata Libera;
per info e prenotazioni vedere locandina:

Vedi la locandina

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Programma gite alpinistiche ed escursionistiche 2016

Le gite potrebbero essere soggette a cambiamenti di itinerario in funzione delle condizioni climatiche e di innevamento.
In caso di maltempo le gite di una giornata saranno rinviate a data da destinarsi

DOMENICA 24 GENNAIO
Pizzo Arera – 2512 mpizzo-arera
val Serina
(la difficoltà tecnica varia in funzione
della via di salita e del grado di Innevamento)
.

DOMENICA 21 FEBBRAIO
Monte Lago 2353 mmonte-lago
Valle San Marco (Valtellina)
(la difficoltà tecnica varia in funzione
della via di salita e del grado di innevamento)

 

DOMENICA 20 MARZO
Monte Cabianca – 2601 mmonte-cabianca
Carona (Bergamo)
(la difficoltà tecnica varia in funzione
della via di salita e del grado di innevamento)
.
.

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Rifugio Benigni

DOMENICA 12 GIUGNO 2016

PESCEGALLO (VAL GEROLA) 1454m – RIFUGIO BENIGNI 2222m
Partiamo molto presto: Oggiono è già animata dalla presenza dei primi podisti che danno il via alla consueta camminata Avis.

Arrivati al parcheggio di Pescegallo, in Val Gerola, cominciamo la salita.

Se volessimo trovare una parola ricorrente per l’escursione di oggi potrebbe essere “IMMAGINAZIONE”. Eh sì, proprio così! IMMAGINIAMO, dietro alle nuvole che ci accompagnano per l’intera giornata, il sole che attendiamo già da diversi giorni.

benigniLa vallata è bellissima, anche se mostra i segni di una stagione ancora assopita: la soldanella, fiore tipico che spunta anche nella neve, anima i prati; i rododendri, ancora chiusi nei loro boccioli; non possiamo fare altro che …IMMAGINARE che la loro fioritura colorerà di rosa acceso i versanti della montagna.

Il percorso ci permette di sperimentare un’arrampicata un po’ impegnativa, ma affascinante, tra rocce sporgenti e rigagnoli d’acqua.

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Il guardiano di dighe

Terza uscita Alpinismo Giovanile – CAI Oggiono
Visita alla diga di Moledana (912 m.)
Domenica 8 maggio 2016

Il parcheggio di viale Vittoria colorato di magliette giallo fosforescente dei bambini che rincorrendosi, trovano già il modo di trasformare in gioco il ritrovo di partenza per l’escursione è il primo flash che rimane impresso nella memoria di questa giornata.
Gli accompagnatori del CAI e i genitori sono più impegnati a stiracchiarsi, vista l’ora mattutina domenicale, e consultare sui loro smartphone le previsioni meteorologiche. Danno pioggia a metà pomeriggio. Basterebbe guardare il cielo. Il sole fa capolino fra le nuvole bianche e grigie. Nessuno si perde d’animo. Negli zaini una mantellina impermeabile non manca mai. Soprattutto si confida nella buona stella e che le previsioni non siano azzeccate.
La partenza vera dell’escursione è da Verceia, un paesino della Valchiavenna, situato sulla riva del lago di Mezzola. Quando passiamo in mezzo al paese il colpo d’occhio del gruppo è notevole. Siamo un’ottantina di persone. I trentuno bambini sono davanti con gli accompagnatori, noi genitori aggregati stiamo in coda. Chiacchieriamo mentre attraversiamo le vie in salita del piccolo borgo che a quell’ora del mattino sembra deserto. È solo un’impressione perché la gente, attirata dal nostro vociare, si affaccia alla finestra o sui balconi e ci saluta curiosa. Chissà, gli escursionisti della domenica saranno una divertente variazione alla monotonia dei giorni feriali.
Appena fuori dall’abitato imbocchiamo una mulattiera. Il segnavia indica Valle dei Ratti. Iniziamo a salire entrando in un castagneto. Il sentiero è ripido, a gradini, quasi una scala santa. Quando la vegetazione si dirada si vede il lago di Novate e l’inizio del lago di Como. I profumi del bosco sono intensi e fanno arricciare le narici.
La pendenza è sempre notevole. I ragazzi hanno un passo da camosci. Noi adulti fatichiamo a tenere il loro passo. In montagna ognuno ha il suo. Si formano dei gruppi: i più lenti e i più veloci. Caratteristica comune il silenzio. Ognuno mantiene il fiato sperando in una sosta degli accompagnatori CAI. Ci fermiamo a Piazzo (625 m.), un piccolo agglomerato di vecchie case fatiscenti, ma con una fontana che butta acqua fresca in continuazione. Il ristoro è d’obbligo. Riprendiamo fiato, poi si riparte sempre in salita seguendo i cartelli: Frasnedo e Valle dei Ratti.
La mulattiera incrocia spesso una carrozzabile. Il primo tratto è asfaltato, poi in terra battuta. È proprio sbucando sulla strada che incontriamo un trattore con un carrello pieno di pecore. Le battute sul fatto che gli animali salgano in cima più comodamente di noi cristiani si sprecano.
Dopo circa un’ora di salita raggiungiamo “San Sciucc” (820 m.), uno spiazzo con dei tavoli in cemento e una cappellina con un affresco della Madonna, ancorata a un portico che gli alpini del posto hanno attrezzato con un camino e un tavolo, e una fontana. È un buon riparo se dovesse piovere. Il luogo è circondato da tronchi di vecchi castagni centenari. Hanno la caratteristica di essere quasi completamente scavati all’interno, come se fossero sostenuti solo dalla corteccia.
Incrociamo in questo luogo un altro gruppo di giovani alpinisti, dell’OSA di Valmadrera. Le nostre magliette gialle si mescolano alle loro che sono rosse. Sono diretti anche loro alla diga. Ripartono prima di noi. Li incroceremo al ritorno, sul “Tracciolino”.
Quando riprendiamo la marcia il Tracciolino (912 m.) non è lontano. Sapevamo che lì avremmo trovato una ferrovia, ma la vista dei binari a scartamento ridotto ci sorprende comunque e siamo felici perché ora, proprio seguendo il tracciato dei binari il percorso è pianeggiante e soprattutto siamo vicini alla meta. È incredibile se pensiamo che la costruzione di questa struttura risale agli anni trenta del secolo scorso per servire la costruzione della diga. È un tracciato di circa dodici chilometri che taglia valloni fra i più orridi e verticali che si possano immaginare e collega la diga di Moledana in val di Ratti con la Val Codera. Il trenino è tuttora funzionante. Gli ultimi cento metri sono in galleria. Abbiamo tutti l’impressione di essere in un’attrazione di un parco dei divertimenti, ma qui non c’è niente di finto. È tutto vero. All’uscita dalla galleria siamo catturati dalla vista della diga. Da una parte il lago con l’acqua di un blu cupo, dall’altra la paurosa forra che fa venire le vertigini con la muraglia eretta per trattenere l’acqua del lago. Oltre il camminamento c’è un uomo che ci aspetta. Siamo venuti fin qui per conoscerlo.
L’uscita di oggi non era solo per conoscere la valle dei Ratti, una delle vallate meno conosciute della Valchiavenna, ma soprattutto per conoscere Oreste Forno: il guardiano di dighe.
Siamo accolti dal suo sorriso. Un volto abbronzato, i denti bianchissimi, i capelli lunghi color nocciola, non un filo di bianco. Il fisico asciutto da montanaro. Sembra un giovanotto. Noi adulti un po’ lo invidiamo quando scopriamo che ha sessantacinque anni. «Dicono che gli alpinisti invecchiano di colpo, dalla sera alla mattina, così un giorno mi sveglierò e mi ritroverò un vecchietto molle e bianco» sorride.
I bambini si mettono seduti sul prato che è in leggera pendenza. Lui parla. Tutti pendiamo dalle sue labbra. Spiega come funziona una diga, come l’acqua sia la fonte di energia più pulita che esista. Quanta acqua ci sia nel bacino, come sia importante che tutti gli strumenti di controllo e sicurezza funzionino perfettamente, che una piccola diga come quella di Moledana sia sufficiente da sola per dare energia domestica a tutta la Valchiavenna. I guardiani sono in tre. A turno uno riposa, gli altri due devono essere presenti per due giorni e mezzo. Dice che il lavoro del guardiano di dighe non è un lavoro faticoso. Gli strumenti sono tutti automatici, bisogna solo essere presenti e soprattutto che tutto funzioni. I problemi nascono con i temporali improvvisi, quelle bombe d’acqua che in venti minuti riempiono completamente il bacino. Allora bisogna correre e aprire le paratie per scaricare la massa d’acqua. Certo, devi amare la solitudine, la natura, la montagna… allora è il lavoro più bello del mondo.
Oreste parla con un tono di voce basso. I bambini sono attenti. Qualcuno fa domande. C’è chi vuole conoscere il suo passato, prima di fare questo lavoro. Gli mostriamo un manifesto per la sua spedizione sull’Everest proprio con il CAI Oggiono. Gli occhi brillano, rivelano le emozioni di quei momenti. Lui è uno che ha provato tutto, che è salito le montagne più famose del mondo, che ha condotto spedizioni sulle montagne più alte del mondo… il Pic Lenin, il Cho Oyu…
«Non voglio che si dica che sono un grande alpinista, preferisco dire che sono un grande innamorato della montagna». È reticente sul suo passato. Lui che era avviato ad essere una star acclamata e ricercata dell’alpinismo himalayano, ad un certo punto, ha preferito mettere davanti a tutto il resto la famiglia e fare il guardiano di dighe. Un lavoro che gli consente di vivere in mezzo alla natura e avere tutto il tempo necessario per la sua passione: quella di scrivere libri. Naturalmente di montagna.
Ai ragazzi dice che la montagna gli ha insegnato che la gioia si conquista con la determinazione e con la fatica. Concetto che bisogna applicare in tutto ciò che facciamo. Ci trasmette messaggi di saggezza. La felicità di stare immersi nella natura, di imparare dagli animali che insegue con la sua macchina fotografica. Il suo incontro ravvicinato con la volpe, l’inseguimento all’orso, le aquile, i galli di montagna. Tutti lo ascoltano a bocca aperta. Lui non è un professore ma ognuno di noi da quella cattedra-terrazza sul bacino della diga, circondato dalle cime del Pizzo Ligoncio, dalla punta Medesasca, dal Sasso Manduino, si è reso conto che Oreste Forno è sicuramente un maestro di vita.
Ad un certo punto sentiamo lo sferragliare del vagoncino sui binari. Arriva l’altro guardiano per il cambio. Oreste ci saluta e si avvia sul camminamento della diga. I bambini lo applaudono veramente come una grande star.
Poco dopo anche noi riprendiamo la via del ritorno. Negli occhi la figura di quell’uomo, l’alpinista, lo scrittore, il guardiano di dighe, e le riflessioni per una scelta di vita che ognuno di noi dice che vorrebbe fare ma che in pochi sono in grado di fare veramente: il lavoro più bello del mondo!
Ah dimenticavo! Secondo previsione verso le due è iniziata la pioggia, leggera.

Giovanni Corti

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